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Tornano i medici castiglionesi in Sierra Leone

L’impegno in Sierra Leone non conosce soste per l’Associazione “Solidarietà In Buone Mani onlus” che circa un anno fa ha stipulato un gemellaggio a tutti gli effetti assieme al Comune di Castiglion Fiorentino con il Distretto del Koinadugu, il più vasto ed il più povero del martoriato paese africano; gemellaggio approvato dall’Unione Europea nell’ambito di una serie di azioni protese a promuovere rapporti sempre più stretti tra le realtà locali europee con quelle del continente nero. Dopo le numerose iniziative pubbliche promosse da scuole ed associazioni nel corso del 2009 per la costruzione di una scuola materna intitolata a Chiara Polidori e per l’acquisto di strumentazione sanitaria (ecografo ed emoteca) saranno ancora una volta tre medici castiglionesi a formare il personale locale sull’utilizzo dei macchinari anzidetti e a curare gratuitamente  i bisognosi.

Il Dott. Ferruccio Sereni, anche in qualità di assessore comunale alla cooperazione internazionale, il Dott. Peiman Nazerian e il Dott. Gabriele Menci partiranno per raggiungere la Sierra leone l’undici ottobre, per fare ritorno il 22 dello stesso mese. Sarà ad aspettarli Peter Bayuku Konteh, Governatore del Distretto e responsabile per i progetti dell’Associazione “Solidarietà In Buone Mani” fin da quando la stessa ha mosso i primi passi in questa realtà. Bayuku seguirà da vicino l’opera dei medici ai quali farà conoscere anche le realtà dei villaggi e verificare l’andamento degli altri progetti dell’associazione.

I medici castiglionesi eserciteranno il loro servizio presso l’ospedale di Kabala, capoluogo del distretto dove ha sede l’unico plesso ospedaliero per un popolazione di circa 300.000 abitanti. Si tratta della seconda esperienza di cooperazione medica diretta, in un contesto che presenta innumerevoli difficoltà per poter garantire anche le più elementari cure: basta ricordare che nello stato della Sierra Leone non c’è l’energia elettrica e che quindi anche un ospedale deve basare le possibilità di cura, per quanto rudimentali, su un attrezzo che si accende e si spenge al bisogno: un comune generatore a combustibile liquido. E chi si cura deve portare i soldi per il combustibile e per le medicine, altrimenti è abbandonato al suo destino.

La delegazione incontrerà inoltre i missionari saveriani, con i quali l’Associazione intende avviare a breve un programma di adozioni a distanza di bambini sierraleonesi e di ulteriore impegno nel campo della prevenzione e cura della malaria.

Per ulteriori informazione sul progetto salute in Sierra Leone potete contattare l’associazione o scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.