Continua l’impegno castiglionese per la Salute in Sierra Leone
Risultati positivi per la missione dei tre medici castiglionesi che sono tornati nel più povero paese africano
Una missione difficile ma nel contempo appassionante: portare cure e formazione al personale sanitario in Sierra Leone, probabilmente il più povero ed arretrato paese africano E’ l’impegno, accanto ad altri obiettivi, che si è data da molti anni l’Associazione “Solidarietà in Buone Mani Onlus” che dal novembre 2008, grazie alla stipula del gemellaggio tra il Distretto del Koinadugu ((Nord della Sierra Leone) ed il Comune di Castiglion Fiorentino, può contare sull’appoggio diretto dell’Ente ed il coinvolgimento generale di tutto il paese.
Nel periodo 11-22 ottobre ha avuto luogo la seconda missione di medici castiglionesi: ne hanno fatto parte il Dott. Ferruccio Sereni, anche in qualità di Assessore comunale alla cooperazione internazionale, il Dott. Gabriele Menci ed il Dott. Peiman Nazerian. Tra gli obiettivi principali della missione quello di rendere effettivo l’utilizzo dell’ecografo e dell’emoteca acquistati dall’Associazione e consegnati all’ospedale di Kabala da alcune settimane.
I medici hanno messo in atto durante la loro permanenza un corso di ecografia di base: una vera rivoluzione rispetto all’approccio rudimentale basato sulla sola osservazione esterna del corpo umano. Hanno partecipato al corso tre tecnici locali di radiologia, tre ostetriche ed un medico nigeriano incaricato presso l’ospedale di Kabala. I medici castiglionesi sono intervenuti anche su di un apparecchio di radiologia, donato da tempo all’ospedale ma ancora nel suo imballo, per renderne possibile un prossimo utilizzo ed hanno messo in funzione l’emoteca, che sarà alimentata entro breve da pannelli fotovoltaici. Sono state impiantate anche due macchine sterilizzatrici.
Numerosi anche gli interventi chirurgici effettuati dai dottori Sereni, Menci e Nazerian. Ernie ed appendiciti, ma anche parti e cesarei d’urgenza. “Ma non è stata una passeggiata – dicono i tre medici – perché in Africa tutto procede a lentezza talvolta esasperante; il personale locale trovava eccessivi anche i nostri ritmi di lavoro e le direttive impartite”. Rispetto alla precedente missione secondo i medici è migliorato l’aspetto relativo alle pratiche di anestesia, fortunatamente più efficaci, ma la situazione rimane a dir poco disastrata nel reparto analisi, dove manca tutto. “Non c’è un magazzino, impossibile rifornirsi per i più elementari bisogni come i reagenti – dice il Dott. Ferruccio Sereni”.
Altra iniziativa importante è stato la concessione di borse di studio per giovani infermieri che studieranno nella capitale (Freetown) ma dovranno tornare a lavorare nella loro terra, il Koinadugu, e quindi nell’ospedale di Kabala. Se ne è fatto promotore il Dott. Gabriele Menci.
Ma l’esperienza più forte è stata quella provata durante la visita ad una casa di accoglienza, se così si poteva chiamare, per ragazzi ciechi. Circa 40/45 bambini ciechi allontanati o abbandonati dalle loro famiglie, vengono accolti in una casupola di misere caratteristiche poco lontano da Kabala. Sono soli, nessuno si occupa di loro, e si aiutano l’uno con l’altro per le cose quotidiane. Solo una donna va ogni giorno a cucinare un piatto di riso per questi ragazzi, che è l’unico alimento. Possono frequentare una scuola fatta per loro ma devono raggiungerla a piedi, con tutte le difficoltà che questo comporta per loro. Soli ed abbandonati a loro stessi questi ragazzi impediti così gravemente affrontano ogni giorno la loro vita, fatta di sole privazioni e solitudine.
Prima di ripartire i tre medici hanno istituito presso l’ospedale di Kabala un fondo per l’indigenza, destinato a pagare le cure mediche a coloro che non hanno soldi. Già, perché in Sierra Leone l’unica possibilità di essere curati è quella di poter pagare le medicine e le altre necessità degli interventi. Altrimenti il destino è quello di lasciar aggravare la malattia e morire. Non c’è diritto a nulla, se non a soffrire la durezza della vita. Una sofferenza alleviata qualche volta dall’aiuto che arriva, ma sempre una condizione di vita indegna per esseri umani.
Coloro che volessero maggiori informazioni sui progetti in Sierra Leone possono contattare l’associazione “Solidarietà in Buone Mani Onlus” all’indirizzo e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Risultati positivi per i tre medici Castiglionesi
