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La seconda parte della missione invece si è sviluppata nell'area di Lima. Abbiamo visitato i vari "Comedor", luoghi di distribuzione della tazza di latte e dei viveri. Ci siamo incontrati con tantissimi bambini e con le loro famiglie, che non ci hanno fatto mancare la loro gratitudine e tanti bellissimi sorrisi come da noi raramente si vedono nei bambini.

Altri momenti davvero toccanti sono stati durante gli incontri dei bambini adottati che, grazie all'impegno e all'altruismo dei loro benefattori, possono ricevere una istruzione all'interno dei collegi e delle scuole, probabilmente la loro unica vera occasione di lasciare la povertà' e costruirsi un futuro diverso, lontano dalle sofferenze della loro infanzia e delle baracche dove vivono.

Ci siamo imbattuti in bambini ammalati aiutati dalle suore con medicine, operazioni chirurgiche e tanto affetto; con altri ragazzi estremamente poveri e disagiati per i quali il loro unico pasto e' la tazza di latte che giornalmente, grazie all'associazione, viene distribuita nei vari centri.

Abbiamo incontrato persone di rara forza e altruismo, che hanno dedicato la loro intera vita ad aiutare le persone meno fortunate di noi in luoghi estremamente disagiati, come Suor Angela, una persona minuta fuori ma di una forza e vitalità' irrefrenabile dentro, arrampicata in un piccolo villaggio in mezzo alle Ande per cercare di aiutare un prossimo estremamente bisognoso ma a volte anche restio perché' non abituato a nessun tipo di aiuto.

Don Giuliano Faralli, presidente della Associazione Solidarieta' in Buone Mani e Don Bernardo Pantini, parroco di Manciano, sono poi partiti alla volta del Venezuela, altro paese decimato dalla criminalità' e dalla povertà', dove proseguiranno per alcuni giorni la missione dai padri Maristi a Valencia.

Noi ragazzi invece stiamo continuando a visitare il Peru' scendendo negli altopiani del Sud alla ricerca di storie da raccontare ed emozioni da tenere solo per noi, attraverso una esperienza unica che ti cambia la vita e il modo di guardare alla nostra quotidianita' occidentale per sempre. Consiglio una simile esperienza non solo a missionari o persone in cerca di un modo per aiutare gli altri ma anche a ragazzi come noi ai quali magari interessi davvero capire cosa sia importante per loro nella vita.

Pensavo che chi non ha nulla non potesse dare niente; qui mi hanno fatto ricredere, un sorriso alla volta.

Simone Gallorini