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Emergenza Ebola in Sierra Leone

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Padre Natale lancia un appello agli Amici della Associazione

Ebola in Sierra Leone Foto  “Cari Amici, purtroppo le notizie sono ancora molto negative: l’Ebola sta avanzando e guadagnando terreno; proprio ieri il parroco di Yele, una delle parrocchie della Diocesi, mi ha chiamato per telefono dicendomi che il piccolo ospedale del paese è stato messo sotto quarantena perché alcune persone sono morte e il risultato dei test di laboratorio hanno dato esito positivo al virus Ebola. I due medici stranieri, membri di una ONG olandese, che dirigevano l’ospedale, torneranno nel loro paese domani. I numeri di persone contagiate e morte a causa del virus Ebola che voi leggete sui giornali sono molto bassi, le persone morte ieri a Yele non saranno sicuramente conteggiate e neppure le 14 persone morte sabato scorso in due villaggi di Binkolo, parrocchia vicina a Makeni.

Perché l’epidemia dilaga? Perché molta gente non crede ancora alla presenza del virus e molti, ma davvero molti, continuano a pensare che sia una questione di “stregoneria”. Ieri in un villaggio vicino a Bumbuna è stato portato un uomo ammalato, l’infermiera, accortasi immediatamente che l’uomo aveva contratto il virus Ebola, ha avvisato la famiglia ed è andata a chiamare l’autorità competente. Quando l’ambulanza è arrivata al villaggio, i medici si sono accorti che quasi tutta la gente era scappata nella foresta e avevano portato via, caricato sulle spalle, anche l’ammalato. Quanti si saranno contagiati con questa azione? È questo che dobbiamo combattere, ma non è facile. Il blocco di tre giorni di tutte le attività programmato dal governo per il 19-21 settembre ha come uno degli obiettivi principali, a mio giudizio, quello di far capire alla gente che l’ebola è un virus mortale ed è qui tra noi.

Quello che più sta stressando noi missionari è il fatto che non abbiamo informazioni sicure sulla situazione e ci rendiamo conto che possiamo fare ben poco per sconfiggere il virus. Nonostante ciò le azioni che stiamo organizzando sono:

  • Preparare persone che vadano nei villaggi a sensibilizzare la gente ed insegnare come prevenire il contagio, portando materiale per disinfettare le case e tenere disinfettate le mani.
  • Comperare vestiario appropriato per proteggere il personale che lavora negli ospedali e nelle cliniche.
  • Comperare medicine per assicurare assistenza ai pazienti trattenuti in ospedale in attesa che arrivino i risultati di laboratorio (ci sono, per il momento, solamente tre laboratori specializzati in Ebola, nel paese).
  • Portare alimenti alle famiglie messe in quarantena (quello che offre in governo non è sufficiente).
  • Aiutare le famiglie che hanno perso i loro cari, soprattutto quelle che hanno perso chi portava a casa il necessario per il sostegno della famiglia, a ricominciare (oltre a rimanere senza soldi devono anche cambiare i letti, i vestiti, etc.... per evitare ulteriori problemi).
  • Aiutare le strutture governative ad organizzare i centri per l’accoglienza dei casi sospetti: ieri ci hanno chiesto dei materassi e un gruppo elettrogeno perché il nuovo centro che vogliono aprire non ha energia elettrica.

Questo è quello di cui abbiamo bisogno, se ci potete dare una mano ve ne sarò grato. Da parte mia vi assicuro la mia preghiera e che quanto voi ci manderete sarà bene amministrato e speso tutto per combattere questo flagello.

Pregate per noi, questo è l’aiuto più importante in questo momento ed è molto economico, anzi, gratuito.

Un saluto, Padre Natale”.

Coloro che volessero contribuire con un’offerta, possono utilizzare i conti sotto riportati intestando il versamento a “Associazione Solidarietà in Buone Mani Onlus” e indicando nella causale: “Emergenza Ebola”.

Banca Etruria - Ag. Castiglion Fiorentino, codice Iban: IT 11 D 05390 71410 000000093000

Banca Valdichiana - Ag. Castiglion Fiorentino, codice Iban: IT 97 L 08489 71410 000000306976

C/C postale n. 59558320

 

Tutto il ricavato sarà consegnato direttamente a Padre Natale.

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